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...ma chi l'ha detto che per avere successo in una job interview devi inondare l'intervistatore di bugie?

Angelo

 

In Italia, in genere, chi cerca persone da assumere non ha la più pallida idea di chi sia giusto assumere né di come fare per selezionarlo. Di conseguenza, i colloqui di lavoro assumono sempre più la forma di una farsa: menzogne da una parte, menzogne dall'altra.

E' vero però che è proprio per questo che molte persone si rivolgono all'estero per impiegare al meglio le proprie competenze, trovare riconoscimento, e soddisfazione - e il primo momento critico con cui ti devi confrontare è proprio quello della Job Interview, in una lingua che non è la tua.

 

Tre ostacoli sui quali lavoro con frequentemente con i miei clienti (ribattezzati scherzosamente "sindromi"):

  • La sindrome dell'avvocato: rispondere alle domande dell'intervistatore evitando accuratamente di prendere qualsiasi posizione; restare sempre sul generico, "riempiendo il tempo" con una serie di banalità mirate a dare una buona impressione all'intervistatore senza che ci sia alcun contenuto dietro.
  • La sindrome dell'ingegnere: tipico di professionisti con esperienza decennale in campi tecnici (ingegneri, informatici, ecc) il trovare delle difficoltà a valorizzare adeguatamente le proprie competenze, e partire dal presupposto che "per questa posizione una persona con un background meno tecnico e più politico sarà sempre avvantaggiata".
  • La sindrome dell'attore: talmente concentrati sul presentare se stessi al meglio da non prestare alcuna attenzione all'interlocutore, col risultato finale di non riuscire a presentare alcunché.
la job interview: una partita a scacchi

Nella maggior parte dei casi, si tratta (ovviamente) del risultato di cattive abitudini, più che di sindromi psicologiche vere e proprie - e, a volte, lo studio e la consultazione di testi scientifici (o simil-scientifici) possono aiutare, fornendo dei consigli utili. Ad esempio, io consiglio i seguenti pezzi:

Però, nella maggior parte dei casi, leggere e studiare non aiuta realmente a migliorare la propria efficacia nell'affrontare delle job interviews in lingua diversa dalla tua, perché mancano almeno due ingredienti essenziali: la pratica con una situazione il più possibile vicina a quella che devi affrontare; la capacità di attivare appropriati modello cognitivi (le teorie, in sostanza) in condizioni di stress.

 

Il coaching: un metodo efficace per affrontare situazioni come queste.